IL MIO CANTUCCIO NEL WEB

pensieri e proposte di lettura di luisa b.

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  • Nativi americani

    Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto,
    l'ultimo fiume avvelenato, l'ultimo pesce pescato,
    vi accorgerete che non si può
    mangiare il denaro"

    Oh Grande Spirito,
    concedimi
    il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare,
    la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
    e la Saggezza di capirne la differenza.

    Grande Spirito,
    preservami dal giudicare un uomo
    non prima di aver percorso un miglio nei suoi mocassini.
  • Massime e Citazioni

    "Il mio valore non è nelle cose che so,
    ma in quelle che ho voglia d'imparare."

    "Quando c'e' un problema, non cercare il colpevole, ma cerca la soluzione"

    Per arrivare all'alba non c'è altra via che la notte (Gibran)

    Grandi menti discutono di idee,
    menti mediocri discutono di eventi,
    piccole menti discutono di persone e di quel che fanno.

    “un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre,
    ma avere nuovi occhi” (M. Proust)

    The question is not what you look at but what you see

    We shall not cease from exploration
    And the end of all our exploring
    Will be to arrive where we started
    And know the place for the first time
    (Thomas Sterne Eliot)

    Di una città non apprezzi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda
    (Italo Calvino)

    Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via.
    Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei, resta ad aspettarti.
    (C. Pavese)

    Ognuno viaggia a bordo di se stesso. Senza eccezioni.

    Perché ti meravigli tanto se viaggiando ti sei annoiato ?
    Portandoti dietro te stesso hai finito col viaggiare proprio con quell'individuo dal quale volevi fuggire (Socrate)
  • PENSIERI

    Anche il luogo più incantevole può essere triste, se tu sei triste;
    anche il luogo più insignificante può essere speciale,se tu sei felice.

    Non si è mai così felici o così infelici come ci si immagina.

    Non esiste vera ricchezza al di là dei veri bisogni.

    L'educazione non getta il seme in te, fa germogliare il seme che è in te.

    Il dolore e la gioia dentro di noi non sono che il flusso e il riflusso del mare.

    L'essenza della musica è quella vibrazione che rimane in noi dopo che il musicista ha cessato di suonare
  • Grazie !

    un ringraziamento a tutti i visitatori e soprattutto a chi ha lasciato un commento ai testi proposti

NON DISPREZZARE di Stefano Benni

Scritto da: Blog Admin il 14 Febbraio 2010


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Non disprezzare il poco, il meno, il non abbastanza
L’umile, il non visto, il fioco, il silenzioso
Perché quando saranno passati amori e battaglie
Nell’ultimo camminare, nella spoglia stanza
Non resteranno il fuoco e il sublime, il trionfo e la fanfara
Ma braci, un sorso d’acqua, una parola sussurrata, una nota
Il poco, il meno il non abbastanza

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L’esperienza del viaggio di Elena Granata

Scritto da: Blog Admin il 14 Febbraio 2010

Aprirsi all‘ignoto cambia la nostra testa, il modo di guardare al mondo e agli altri.

Annota argutamente Charles Darwin, padre della teoria dell’evoluzione ma ancor prima grande viaggiatore, come il viaggio intorno al mondo l’avesse radicalmente cambiato. Prova ne è che la prima volta che suo padre lo rivide, si voltò verso gli altri figli ed esclamò: «Guarda, guarda, la sua testa ha decisamente cambiato forma».

E non si tratta solo di una metafora. Davvero viaggiando possiamo fare un’esperienza che cambia la nostra testa, il nostro modo di guardare al mondo e agli altri. Questa esperienza però ha bisogno di alcune condizioni: non è il viaggio frettoloso e incalzante imposto da un modo di vivere che portiamo con noi anche durante le pause dal lavoro, non è il viaggio del conferenziere da un albergo all’altro, da un aeroporto all’altro, non è il viaggio del turista che arriva alla meta per chiudersi in un luogo protetto e sicuro entro il quale trovare riposo o il conforto di un ambiente in tutto simile a quello che ha lasciato a casa.

È un tipo di viaggio che comincia con la disposizione ad aprirsi all’ignoto e che implica la capacità di vivere bene l’attimo senza sacrificarlo completamente ai programmi e ai progetti. Un viaggio che si rende possibile solo se siamo disposti ad incontrare l’altro, ad accogliere l’evento inatteso, a scoprire il luogo sconosciuto.

Non esiste viaggio senza che si attraversino frontiere tra Paesi, tra culture, tra lingue, tra i muri che ci separano l’uno dall’altro. Oltrepassare queste frontiere ha delle implicazioni che si ripetono: qualcosa o qualcuno che ci sembrava vicino e conosciuto si rivela straniero e non decifrabile; nello stesso modo un paesaggio, un individuo, una cultura che ritenevamo diversi e lontani si dimostrano familiari ed affini.

Infatti, la mente del viaggiatore, secondo la suggestiva immagine proposta dal sociologo Eric J. Leed, sviluppa un’attitudine e un’abitudine a confrontare, a cercare punti di differenza e somiglianza, ad addomesticare in qualche modo tutto ciò che egli non conosce.

Il viaggiatore attraversa un mondo che non gli è familiare ed elabora una tecnica che gli consente di ridurre la distanza tra quanto gli è ignoto e quanto gli è noto. Questo procedimento aiuta a riconoscere nell’ignoto alcune somiglianze con quello che già conosciamo e dunque riduce le differenze tra contesti e rende in qualche modo familiari ambiti molto lontani tra loro.

Racconta lo scrittore turco Orhan Pamuk del senso di libertà che gli ha procurato l’essersi perso per le calli e i campi di Venezia: dopo un primo momento di smarrimento, la felicità di riconoscere un luogo familiare che gli ricordava le strade contorte, irregolari e scoscese della sua Istanbul. Perché, ricorda Pamuk, «la gente come me si districa tra le strade delle città incidendosi nella mente le immagini dei luoghi, diversamente da quelli di New York che fissano i numeri delle vie».

L’esperienza del viaggio è un’esperienza di conoscenza che cambia il soggetto che la compie, il suo modo di percepire il mondo. Racconta David Grossman, scrittore israeliano, di un viaggio compiuto in Galilea, da solo e a piedi, superando quella barriera invalicabile che divide in terra di Israele gli ebrei dagli arabi. «Ho subito capito che il viaggio mi aveva cambiato: la gente che ho incontrato, le mie conversazioni con loro, essere attento alle cose a cui prima non ero sensibile, come fiori, animali, odori, colori». Prosegue Grossman: «Per me è stato trovare il coraggio di capire. Capire altra gente, tentare di vedere la realtà attraverso gli occhi di altre persone, diverse da me e alle volte persino nemici. Tentare di osservare la realtà da quanti più possibili punti di vista». Viaggiare è superare il timore di andare anche in posti che possano fare paura, per trovare anche lì insperati compagni di viaggio.

Il viaggio nella letteratura classica, da Omero in poi, viene sempre concepito in senso circolare. Il viaggiatore è Ulisse che ritorna sempre a casa, tra le proprie cose, alle proprie origini. Il viaggio l’ha arricchito ma egli è rimasto fedele a sé stesso. Nella modernità invece il viaggiatore porta a compimento un viaggio che non prevede ritorno a casa, perché durante il viaggio egli perde la propria identità per assumere un’identità completamente diversa. Il viaggio è occasione di scoperta della precarietà del mondo e insieme della estrema fragilità della propria condizione.

E oggi quale viaggio è ancora possibile? Nella splendida introduzione al suo libro L’infinito viaggiare, lo scrittore Claudio Magris propone di tornare a riflettere su questa doppia natura del viaggiare. L’uomo nel viaggio si perde, perde le proprie certezze, perde in qualche modo il proprio centro per abbandonarsi al mondo.

Eppure è attraverso questa esperienza che egli può imparare a ritrovare sé stesso, a sentirsi ospite, straniero, randagio e così comprendere «che non si può mai veramente possedere una casa, uno spazio ritagliato nell’infinito dell’universo, ma solo sostarvi, per una notte o per tutta la vita, con rispetto e gratitudine».

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foto del Parco medio Olona

Scritto da: Blog Admin il 9 Febbraio 2010

parco medio Olona

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contemplo …

Scritto da: Blog Admin il 9 Febbraio 2010


 

Contemplo il lago silenzioso
che la brezza fa rabbrividire.
Non so se penso a tutto
o se tutto mi dimentica.
Nulla il lago mi dice
né la brezza cullandolo.
Non so se sono felice
né se desidero esserlo.
Tremuli solchi sorridono
sull’acqua addormentata.
Perché ho fatto dei sogni
la mia unica vita?

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poesia di M. Quoist

Scritto da: Blog Admin il 9 Febbraio 2010


 

Io so
che se migliaia di uomini muoiono di fame, mentre nello stesso istante altri muoiono per mangiare troppo,
è perché non abbiamo saputo condividere il grano e impastare il pane per i nostri fratelli umani

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Sul Dare (G.K.Gibran)

Scritto da: Blog Admin il 16 Agosto 2007

Allora un uomo ricco disse: Parlaci del Dare.

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Amor Aeternus di Percy Bysshe Shelley

Scritto da: Blog Admin il 29 Agosto 2006

Ricchezze e signorie scompaiono nella massa
del grande mare del giusto e dell’ingiusto umano,
quando è la volta che il nostro possesso scada;
ma l’amore, anche se maldiretto, è tra quelle
cose che sono immortali, e sorpassano
tutta quella fragile materia che saremo – o siamo stati.

Wealth and dominion fade into the mass
Of the great sea of human right and wrong,
When once from our possession they must pass;
But love, though misdirected, is among
The things which are immortal, and surpass
All that frail stuff which will be?or which was.

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Amicizia

Scritto da: Blog Admin il 3 Agosto 2004


Lo splendore dell’amicizia non è la mano tesa, nè il sorriso gentile nè la gioia della compagnia: è … quando scopriamo che qualcuno crede in noi ed è disposto a fidarsi di noi. R.W.Emerson

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De Amicitia

Scritto da: Blog Admin il 3 Luglio 2004


Se uno salisse fino al cielo
e potesse contemplare il mondo
e la bellezza degli astri,
quella vista non gli darebbe gioia;
ma, se avesse qualcuno cui raccontarla,
essa gli riuscirebbe dolcissima.
La natura non ama mai la solitudine,
e cerca sempre un sostegno
cui appoggiarsi:
e questo è tanto più dolce,
quanto più caro è l’amico.
(Cicerone)

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If

Scritto da: Blog Admin il 2 Luglio 2004

by Rudyard Kipling

If you can keep your head when all about you
Are losing theirs and blaming it on you,
If you can trust yourself when all men doubt you,
But make allowance for their doubting too;
If you can wait and not be tired by waiting,
Or being lied about, don’t deal in lies,
Or being hated, don’t give way to hating,
And yet don’t look too good, nor talk too wise:
If you can dream–and not make dreams your master;
If you can think–and not make thoughts your aim;
If you can meet with Triumph and Disaster
And treat those two imposters just the same;
If you can bear to hear the truth you’ve spoken
Twisted by knaves to make a trap for fools,
Or watch the things you gave your life to, broken
And stoop and build ‘em up with worn-out tools:
If you can make one heap of all your winnings
And risk it on one turn of pitch-and-toss,
And lose, and start again at your beginnings
And never breath a word about your loss;
If you can force your heart and nerve and sinew
To serve your turn long after they are gone,
And so hold on when there is nothing in you
Except the Will which says to them: “Hold on!”
If you can talk with crowds and keep your virtue,
Or walk with Kings–nor lose the common touch,
If neither foes nor loving friends can hurt you,
If all men count with you, but none too much;
If you can fill the unforgiving minute
With sixty seconds worth of distance run,
Yours is the Earth and everything that’s in it,
And–which is more–you’ll be a Man my son!

Se (Joseph Ruyard Kipling)

Se riuscirai a tener salda la testa
quando tutti la perdono
e te ne fanno una colpa
Se riuscirai a credere in te
Quando tutti ne dubitano
ma anche a tener conto del loro dubbio
Se saprai aspettare e non stancarti di aspettare
e calunniato non rispondere con la calunnia
senza cercar di sembrare troppo buono
né di parlare troppo saggio
Se riuscirai a sognare
senza fare del tuo sogno il padrone
e a pensare
senza fare del pensiero il tuo scopo
Se riuscirai ad affrontare Trionfo e Rovina
e a trattare allo stesso modo
questi due impostori
Se riuscirai a sopportare che le tue verità
siano distorte dai furfanti
per abbindolare gli sciocchi
e vedendo infrante le cose
cui dedicasti la vita
metterti a ricostruirle
coi tuoi logori arnesi

Se riuscirai a fare un mucchio
di tutte le tue vincite
e a rischiarle in un solo colpo
a testa e croce
e perdere e ricominciare daccapo
senza far parola della tua perdita
Se riuscirai a serrare il cuore, tendini e nervi
quando sono sfiniti
e a tener duro
quando in te altro non resta
che la volontà di dire: “Tieni duro!”
Se riuscirai a dire il vero
anche quando parli alla folla
e a camminare coi Re
rimanendo te stesso
Se il nemico non potrà ferirti
ma nemmeno l’amico più caro
Se riuscirai a riempire il minuto che passa
dando valore ad ogni secondo
Tuo sarà il mondo e tutto ciò che contiene e
- quel che più conta -
tu sarai un uomo, figlio mio!”

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